LA CAMARGUE E LA NATURA SELVAGGIA. UN REGNO INCANTATO

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La meravigliosa Camargue, terra di fieri gitani, di spiagge immense e paludi salmastre, spazzata dal vento e affacciata sul mare, rapisce puntualmente il cuore di chi la visita. Lo fa sempre. Lo fa con tutti. Sarà forse perché d’improvviso, superata la città di Arles, ti ritrovi in un luogo che non ti aspetti e che ha il poter di farti sentire lontano da tutto il resto. La Camargue e la natura selvaggia ti si offrono con un paesaggio rude e non addomesticato, che risveglia il ricordo del legame ancestrale che tutti noi abbiamo con la natura.

In questa terra, il tuo cammino si incrocia con quello dei cavalli liberi e dei fenicotteri rosa, le narici ti si riempiono dell’odore del sale e gli occhi del blu del cielo e del mare. Il carattere rude degli abitanti riflette quello della natura. Qui si allevano tori, si coltiva il riso, si raccoglie il sale.

Amo tremendamente la Camargue e l’ho scoperta un po’ per caso. Ci sono arrivata con un viaggio con BlaBla Car. In realtà con il passaggio in macchina sono arrivata fino ad Avignone, che inizialmente era la meta che avevo in mente e da cui poi pensavo di visitare la Provenza. Marie, la ragazza francese che mi ha dato il passaggio da Torino (Torino – Avignone per appena 20 Euro! E’ stato uno di quegli affari di cui vado davvero fiera!) me ne ha parlato tanto durante il viaggio che ho deciso di cambiare rotta. Ad Avignone ho preso un treno per Arles e da lì un pullman fino a Saintes Maries de la Mer. E’ stato amore a prima vista.

SAINTES MARIES DE LA MER

saintes maries de la mer vista dall'alto della chiesa di Notre Dame de la Mere
Saintes Maries de la Mer vista dall’alto della chiesa di Notre Dame de la Mer

Saintes Maries de la Mer viene considerata la capitale di questo piccolo “regno” incantato. Il nome della cittadina è legato ad una leggenda, che forse, come sostengono alcuni, ha un fondo di verità. Secondo una tradizione popolare, intorno al 48 d.C., Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo, Maria di Betania e la serva Sara giunsero in Camargue, via mare, e qui diffusero la religione cristiana. Un’altra leggenda narra che con loro ci fosse anche Marta, sorella di Maria di Betania e che le paludi della Camargue fossero abitate da un terribile mostro, la Tarasca. Santa Marta, con la sola preghiera, lo fece rimpicciolire in dimensioni, così tanto da renderlo del tutto innocuo, e lo condusse nella città di Tarascona, dove fu ucciso dalla popolazione locale. 

Le case bianche addossate le une alle altre e l’intreccio dei vicoli sono raccolte attorno alla chiesa delle Saintes Maries, conosciuta come Notre Dame de la Mer, un edificio imponente che ha avuto, in passato, anche grazie alla sua posizione presso la foce del Piccolo Rodano, un ruolo difensivo importante. Al tempo della sua costruzione, nel IX e XII secolo, i pirati infuriavano sulla costa ed era necessario difendersi dalle invasioni. La chiesa è costituita da un’unica navata, disadorna, alta 15 metri. Il tetto, circondato da una passerella e da merli, fungeva da torre di avvistamento. La chiesa era il rifugio per gli abitanti, tant’è vero che all’interno è presente una fontana di acqua dolce. La statua di Santa Sara è custodita nella cripta ed è venerata dai gitani che il 24 maggio la portano in processione dalla spiaggia alla terraferma per rievocare il suo arrivo dal mare.

La visita al villaggio e alla chiesa non è che il punto di partenza verso la scoperta di un territorio incredibilmente affascinante.

La Camargue e la natura selvaggia la fanno da padroni su un’area di oltre 930 km², compresa tra il Piccolo e il Grande Rodano. Si tratta del più grande delta fluviale dell’Europa occidentale. E’ una vasta pianura in cui le lagune (étangs) di acqua salata sono separate dal mare da banchi di sabbia e circondate da paludi coperte da canneti. L’area dell’Étang de Vaccarès è riserva nazionale dal 1927, per proteggere il gran numero di uccelli selvatici presenti nel territorio. La Camargue è infatti la dimora di più di 270 specie di uccelli, con gli stagni di acqua salata che forniscono uno dei pochi habitat europei per il fenicottero rosa. Gli stagni sono poi il luogo ideale per alcune delle più feroci zanzare di tutta la Francia, quindi porta con te un repellente!

La natura della Camargue, con i fenicotteri in volo
Fenicotteri in volo

Da Port Guardian, il porto del villaggio, potrai partire per una crociera sui canali del delta del Piccolo Rodano o sul mare. Le gite in barca durano circa un’ora e mezza e il personale di bordo racconta le storie e leggende legate alle Saintes Maries, alla fondazione del villaggio e i segreti del particolare ecosistema della Camargue.

Un battello particolarmente famoso e scenografico, che è anche quello su cui mi sono imbarca io, è il Tiki III, che parte da Grau d’Orgon, a circa 3 km a ovest dal centro del villaggio. Il prezzo del biglietto è di 12 euro per gli adulti e 6 euro per i bambini. Puoi consultare gli orari sul sito ufficiale https://www.tiki3.fr/it/. In ogni caso è consigliabile arrivare 15 minuti prima della partenza. E’ prevista una sosta in un manade per un incontro con allevatori di tori e cavalli e una dimostrazione del lavoro dei gardian. Un’altra imbarcazione è “La Camargue” che parte da Port Guardian. I prezzi sono gli stessi. Puoi consultare qui gli orari.

A proposito di cavalli, presso le tante scuderie (i mas) della zona, potrai anche salire in sella e fare una cavalcata alla scoperta della natura. Io per esempio ho scelto, per la mia “promenade à cheval”, il mas Lou Simbèu, perchè è vicino al centro di Saintes Maries (circa 2,5 km a ovest), ma le scuderie sono tante. Conversando con gente del posto, mi era stato consigliato il mas Promenade a cheval chez Elise, sulla strada per Arles, che in effetti ha ottime recensioni. Per un’ora di cavalcata ho speso 22 euro.

E’ inoltre possibile visitare i dintorni, prenotando un giro con fuoristrada e guida. Questi tour durano circa due ore e il prezzo si aggira sui 40 euro. Ti consiglio di informarti presso l’ufficio del turismo che si trova sul lungo mare, al numero di 5 di av. Van Gogh.

LA CAMARGUE, LA NATURA E UNA BICI. PERCORSI E LUOGHI DA ESPLORARE

Per esplorare i dintorni di Saintes Maries, che sono la vera meraviglia di questa regione, la cosa migliore è affittare una bici al villaggio. Potrai così muoverti ai tuoi ritmi, scegliendo il percorso che più ti aggrada. Io mi sono rivolta a Le Vélo Saintois, al 19 di Avenue de la République. Il noleggio, per una giornata intera, costa 16 euro. Mi sono trovata bene e la mountain bike era in ottime condizioni. Ho lasciato come cauzione la carta d’identità che mi è stata restituita quando ho riportato la bici. Le Vélociste, un altro noleggio bici, si trova in Place Mireille. Entrambi, oltre al semplice affitto della mountain bike, propongono escursioni a cavallo presso uno dei tanti maneggi presenti nei dintorni.

Ho apprezzato tantissimo la pedalata che ho fatto da Saintes Maries de la Mer al faro de la Gacholle, a est del villaggio. Si tratta di un percorso di circa 13 km, non troppo impegnativa, su terreno totalmente pianeggiante . Gli unici tratti un po’ più faticosi sono quelli in cui le dune di sabbia coprono la stradina.

Il faro è raggiungibile in un oretta, ma se fai come me che mi sono fermata mille volte ad osservare i fenicotteri e mille volte ho deviato verso sentieri secondari che portavano al mare, ce ne potresti impiegare anche tre.

Gli stagni salati lungo il percorso verso il faro della Gacholle
Stagni salmastri lungo il percorso verso il faro de la Gacholle

Poco prima di arrivare al faro, un po’ per curiosità e desiderio di avventura, un po’ perché cercavo impellentemente un bagno appartato tra i cespugli (ebbene sì), ho deviato verso il mare e mi sono ritrovata su una spiaggia immensa, larga almeno un paio di chilometri. Il mare, visibile in lontananza, con il suo riverbero cristallino, sembrava irraggiungibile. Erano le 11 del mattino di un sabato di inizio giugno ed io ero l’unica persona, davvero l’unica, in uno spazio immenso.

Mi sentivo come se fossi su un’isola deserta. Ho provato quella sensazione che ho immaginato provino i naufraghi, con la sostanziale differenza che sapevo di non esserlo. E’ stato bellissimo. Viviamo in un mondo tanto affollato che spesso è molto difficile godere di quel confronto totale con la natura che solo il silenzio e la solitudine possono farti vivere. E’ davvero molto difficile, specialmente sulle coste italiane, in cui le spiagge sono super affollate. E’ stato incredibile trovarmi da sola con chilometri di spiaggia deserta alle spalle e il mare di fronte a me. Quel preciso momento ha rappresentato l’essenza stessa del mio viaggio: la Camargue, la natura selvaggia e io, sola, di fronte a tutto quello.  

Sono arrivata al faro alle 2.00 del pomeriggio e ho proseguito per circa 15 km attraversando le saline di Badon, poi sono tornata indietro.

All’Ufficio del Turismo di Saintes Maries troverai indicazioni sui diversi percorsi in bicicletta nei dintorni del villaggio. La pedalata fino al faro, per esempio, fa parte di un circuito chiamato “Giro del Vaccarès”, lungo ben 70 km che ti consiglio di prendere in considerazione solo se parti molto presto il mattino e soprattutto solo se hai molta confidenza con la bici. Tieni presente che sarai costantemente sotto il sole, senza possibilità di riparo, quindi porta con te un cappello, la crema solare, tanta acqua e il repellente antizanzare. Dovrai costeggiare il mare a est di Saint Maries e procedere fino a superare la diga sul mare.

Continuando arriverai al faro de la Gacholle. Se vuoi fare il giro completo, superando il faro arriverai al luogo chiamato “Paradiso”. Attraverserai le Saline di Badon, in direzione de la Capelière, poi Villeneuve. Dovrai poi prendere la D37, costeggiando l’enorme étang de Vaccarès, per 7 km fino a Méjanes e proseguire verso Saintes Maries. All’Ufficio del Turismo indicano una durata media di 7 ore. Sappi che il paesaggio è talmente affascinante che è naturale fermarsi molto spesso per una foto ai fenicotteri o al paesaggio, oltre alla tappa al faro per ristorarsi un po’. Quindi i tempi potrebbero dilatarsi.

Altri circuiti invece permettono di esplorare le zone a ovest del villaggio. Il circuito “Bac du Savage/Cacharel”, di 30 km, con durata prevista di 5 ore circa, si svolge su strada asfaltata. Ad ovest di Saintes Maries si prende la D38 e dopo 6 km, si svolta a sinistra in direzione del “Bac du Savage”, poi si segue la direzione di Aigues Mortes. Si passa davanti al Mas di Juge e si arriva al ponte di Sylvereal. Subito dopo il ponte, si prende la piccola strada a destra in direzione del Mas D’Astouin. Quando si arriva al Petit Astouin, si prende in direzione di Pioch Badet. All’incrocio di Pioch Badet, si prosegue per Saintes Maries attraverso la strada di Cacharel. Questo percorso attraversa paludi, stagni e si svolge lungo il Piccolo Rodano.

Il “circuito Méjanes”, di 30 km, si svolge su strada sia asfaltata che sterrata, quindi la mountain bike è indispensabile. Non inoltrarti su questo percorso dopo piogge abbondanti! Dalla parte est di Saintes Maries, si prende la D85A, la strada di Cacharel. Dopo 4 km si arriva al Mas di Cacharel e si prosegue a destra sulla pista per Méjanes, da cui poi si torna a Saintes Maries. Si costeggia lo Stagno di Vaccarès, scoprendo la fauna e la flora della Camargue.

IL PARCO ORNITOLOGICO DI PONT DE GAU. CAMARGUE E NATURA DA PROTEGGERE

La natura della Camargue: i fenicotteri rosa al Parco Ornitologico di Pont de Gau
I fenicotteri rosa, i grandi protagonisti della Camargue

A pochi chilometri da Saint Marie de la Mer è presente il Parco Ornitologico di Pont de Gau, un’oasi in cui il binomio Camargue e natura selvaggia viene rappresentato al meglio.

Qui, nei mesi di maggio e giugno gli uccelli sono talmente numerosi da far quasi pensare di essere sul set del film di Hitchock “Gli uccelli”. Si tratta di un’area di 60 ettari totalmente consacrati alla scoperta della natura della Camargue e dei suoi volatili. E’ il sito ideale per osservare e fotografare numerose specie di uccelli, oltre alle centinaia di fenicotteri rosa, nel loro ambiente naturale.

Il parco è aperto tutto l’anno. Il prezzo del biglietto è di 7,50 Euro per gli adulti e di 5 Euro per i bambini tra i 4 e i 12 anni. Dal 1 aprile al 30 settembre è aperto dalle 9.00 del mattino fino al tramonto, mentre nel resto dell’anno, l’orario di apertura viene posticipato alle 10.00 e il parco resta aperto fino all’imbrunire.

La visita prevede un percorso ad anello di 16 tappe. Ad ognuna di queste, troverai postazioni specifiche per l’osservazione da vicino di fenicotteri rosa, aironi, merli acquaioli, ma anche castorini, bisce e cavalli allo stato brado. Giunto alla decima tappa puoi decidere di avviarti verso l’uscita o proseguire e completare l’intero percorso.

la natura in Camargue: i cavalli allo stato brado nel Parco Ornitologico di Pont de Gau
I cavalli allo stato brado al Parco Ornitologico di Pont de Gau

Io te lo consiglio perché, a mio giudizio, le ultime 6 tappe sono le migliori. Non tutti infatti proseguono perché si tratta di una passeggiata lunga, ma proprio per questo ti troverai immerso, quasi da solo, nella natura: la Camargue ti mostra qui il suo lato più bello. Un’esperienza unica da non perdere, che porta via almeno una mattinata intera.

AIGUES MORTES E LE SALINE

Le mura fortificate di Aigues Mortes da cui si gode la vista panoramica della Camargue e la natura circostante
Le mura fortificate di Aigues Mortes

Ho raggiunto Aigues Mortes in bici, partendo da Saintes Maries e impiegandoci circa 2 ore. L’alternativa è di arrivarci in macchina.

Aigues Mortes è un paesino fortificato del XIII secolo e fu uno dei porti più importanti d’Europa in epoca medievale. Luigi IX aveva bisogno di uno sbocco sul Mediterraneo, ma non poteva contare su Marsiglia, che, a quel tempo, era terra straniera.

Il sovrano scelse quindi la Camargue e la natura circostante, costituita da paludi e acquitrini, venne in qualche modo resa accessibile dalla costruzione di una strada. Venne poi eretta Tour Carbonniere, con funzioni di vedetta e controllo del villaggio, in cui vivevano famiglie di salinai, di pescatori, marinai e i monaci dell’abazzia di Psalmodie. In seguito fece costruire una torre di maggiori dimensioni, torre di Costanza (tour Constance), e un castello, oggi scomparso, con lo scopo di proteggere la città e il suo nascente porto.

Proprio da qui Luigi IX salpò due volte per partecipare alla settima crociata, nel 1248, ed alla ottava crociata nel 1270.

La torre di Costanza, a pianta circolare, con i suoi 22 metri di diametro, è alta 30 metri e si erge imponente sul lato nord-occidentale del villaggio.

la Tour di Costanza ad Aigues Mortes
La massiccia Tour Constance

La sua costruzione fu portata a termine nel 1248, mentre la cinta muraria a protezione del centro di Aigues Mortes, venne innalzata per volere di Filippo , nel 1272.  La planimetria del paese è formata da 5 strade verticali che si incrociano con altre 5 orizzontali, in una simmetria perfetta. Il vero fulcro del villaggio è la piazza centrale. A fine agosto una rappresentazione delle crociate e un corteo medievale animano le stradine del centro per la festa di San Luigi. 

In città è possibile fare il giro sulle mura difensive, da cui si può godere della vista di Aigues Mortes e dei dintorni. Ma la Camargue e la natura rude del suo territorio non smettono di stupire. Per me, infatti, il vero spettacolo sono state le saline di colore rosa che rappresentano anche la ricchezza del territorio. Il famoso fior di sale camarghese, considerato uno dei migliori al mondo, viene estratto dalle saline di Aigues Mortes e da quelle di Giraud. Quelle di Aigues-Mortes sono visitabili con il trenino di Salins, con un tour di circa un’ora, al costo di 10 euro. In alternativa potrai fare come me e visitarle in mountain bike.

Le saline rosa di Aigues Mortes

COME ARRIVARE IN CAMARGUE, COME MUOVERSI E DOVE DORMIRE

Il modo più semplice per arrivare in questo paradiso è di usare la macchina. Arrivando ad Arles, dovrai prendere la strada D570 in direzione di Saintes Maries.

Ci sono comunque alternative.

L’aeroporto più comodo è quello di Marsiglia, perché ci sono voli diretti che la collegano a città come Milano, Roma, Bologna. L’aeroporto più vicino è quello di Montpellier, ma i voli dall’Italia comportano almeno uno scalo. Skyscanner ti permette di valutare tutte le opzioni possibili. Se vuoi delle dritte su come utilizzare al meglio questo motore di ricerca, leggi questo articolo.

Da Marsiglia puoi affittare un macchina oppure raggiungere Arles in treno in un’ora circa e da lì, come ti spiego qualche riga più in basso, con l’autobus fino a Saintes Maries. Se invece la tua meta è Aigues Mortes, potrai arrivarci in treno cambiando a Nimes. Controlla qui tariffe e orari.

I miei viaggi si svolgono, nella maggior parte dei casi, con l’utilizzo dei mezzi pubblici. Questo mi dà la possibilità di godere del paesaggio senza essere impegnata nella guida, mi evita lo stress del parcheggio e mi fa sentire più vicina alla gente del luogo, con cui mi capita di condividere il posto a sedere in autobus o in treno.

Sono arrivata ad Arles in treno e da lì, con un autobus, al ridicolo prezzo di 1 euro, sono giunta a Saintes Maries de la Mer. La linea si chiama A50. Di fronte alla stazione di Arles c’è una piazzetta da cui partono diversi autobus. Chiedi in stazione informazioni su dove attendere l’arrivo del tuo. La fermata centrale a Saintes Maries è quella chiamata Le Razeteur. L’autobus è comodo anche perché collega Saintes Maries al il Parco Ornitologico di Pont de Gau, davanti al quale c’è una fermata che ne porta il nome.

Orari del 2019 della linea di autobus A50 che collega Arles a Saintes Maries.

La cosa un po’ scomoda è che non ci sono autobus che collegano Saintes Maries ad Aigues Mortes. Io ci sono andata in bici. Si tratta di un percorso di 30 km, quindi se vuoi farlo anche tu, parti presto il mattino e porta con te dell’acqua. Non scordare di mettere in valigia un cappello, la crema solare e il repellente antizanzare. La natura in Camargue, con il suo sole cocente e le sue zanzare feroci, può far pagare cara questa dimenticanza!

Le strade che portano a Aigues Mortes sono due. Ho preso quella un po’ meno pittoresca, la D570, in direzione di Arles. Dopo circa 11 km ho deviato a sinistra sulla D38A, in direzione di Aigues Mortes, continuando poi sulla D58. Ci ho impiegato circa 2 ore e mezza. Ti confesso che ero stanca morta, perché il giorno prima avevo pedalato fino oltre il faro de la Gacholle, ma ne è valsa la pena.

Se vuoi godere maggiormente della natura della Camargue, prendi l’altra strada. Questa seconda possibilità prevede l’attraversamento del Piccolo Rodano con il Bac du Savage, un’imbarcazione che fa la spola da una sponda all’altra del fiume. E’ importante conoscerne gli orari. Informati presso l’Ufficio del Turismo di Saintes Maries. E’ una chiatta di 28 metri di lunghezza, su cui vengono trasportate fino a 8 auto alla volta, oltre a 30 passeggeri. Si arriva al bac di Savage prendendo la direzione di Arles, sulla D570, svoltando poi a sinistra, dopo circa 4 km, sulla D85, e proseguendo ancora sulla D38.

Per quanto riguarda gli hotel, consiglio come al solito di utilizzare Booking.com.

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Io ho dormito presso l’hotel Le Castelet, a Saintes Maries de la Mer, spendendo circa 70 euro a notte, colazione inclusa. Lo consiglio perché lo staff è gentilissimo, la colazione buona e la posizione ottima. Non tutte le stanze hanno il bagno, quindi se vuoi prenotare presso questa struttura, presta attenzione ai dettagli che descrivono la camera.