COSA VEDERE A PHNOM PENH, LA PERLA D’ASIA.

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Phnom Penh, la perla d’Asia, è un città piuttosto piccola, ma caotica che, come suggeriscono i cantieri sparsi qua è là, sta crescendo e cambiando a ritmo piuttosto rapido. I motorini (spesso con a bordo intere famiglie!) sfrecciano, gettandosi follemente nel traffico, senza troppo riguardo dei pedoni. I clacson dei tuk tuk non riescono a coprire le voci dei loro conducenti che spesso con un “tuk tuk madame?” vanno in cerca di clienti ai lati delle strade. Mentre gli indovini, per strada, nel quartiere delle Poste, predicono il futuro, i commercianti con le loro bancarelle tentano i clienti con cibi profumati e le merci più assurde. Lungo il fiume, i monaci passeggiano nelle loro vesti arancio e la gente fa jogging. Che altro aggiungere? Phnom Penh è da vedere! Non puoi assolutamente perdertela!

Purtroppo mi sono fermata qui solo due giorni ed ero pure distrutta dal jet leg, ma ho promesso che ci tornerò. 😉

Famigliola cambogiana in moto per le strade di Phnom Penh
Famigliola cambogiana in moto per le strade di Phnom Penh

All’arrivo all’aereoporto di Phnom Penh, il modo più semplice per raggiungere il tuo hotel è di utilizzare il servizio offerto dai numerosi tuk tuk, contrattando il prezzo (10$, 12$ è una cifra onesta se devi raggiungere il centro città). In alternativa sono molti gli hotel che, più spesso a pagamento e a volte gratuitamente, offrono il servizio di taxi. Spesso sono loro i primi a proporti questa opzione. Per il taxi dall’aeroporto al Tonlé Bassac (il quartiere in cui ho alloggiato) ho speso 12$. Al ritorno, alla fine del mio viaggio, dalla stazione degli autobus Phnom Pen Sorya all’areoporto, ho speso 10$ di tuk tuk.

Il personale della reception dell’hotel in cui ho soggiornato (YK Art House, nel Tonlé Bassac), mi ha suggerito di non uscire per strada con macchina fotografica, con il cellulare in mano, di non sfoggiare costosi orologi o nulla di simile, perché gli scippi sono all’ordine del giorno. Io mi sono spostata in tuk tuk perché, dopo un viaggio aereo di 14 ore, ero stanchissima, ma ho conosciuto diversi turisti che hanno girato Phnom Penh a piedi senza problemi. Tieni però conto dei consigli che hanno dato a me.

COSA VEDERE A PHNOM PENH: LUNGO FIUME, MUSEI, MONASTERI, MERCATI

Phnom Penh è una città con una lunga storia alle spalle. Nel 1440, quando Angkor venne abbandonata, Phnom Penh, per la sua posizione strategica lungo il Mekong, divenne capitale del regno. Nel 1772 venne rasa la suolo dai thailandesi e nel 1863 conquistata dai francesi. Ottenne l’indipendenza nel 1954, ma nel 1975, occupata dai Khmer Rossi di Pol Pot, conobbe il periodo più buio della sua storia.

La città di oggi conserva in ogni angolo tracce di questo passato: dagli edifici coloniali francesi, alle testimonianze sconvolgenti delle atrocità commesse durante il regime di Pol Pot.

Il modo più semplice per visitarla è di farlo in tuk tuk. Ti consiglio di non perderti il Museo Nazionale (il costo del biglietto è di 10$) e il vicino Palazzo Reale (biglietto 10$), con le sue guglie scintillanti e la sua Pagoda d’Argento. Quest’ultima è caratterizzata da 5000 piastrelle in argento del peso di 1 kg ciascuna! Tutte queste strutture si trovano a due passi dal punto in cui il fiume Tonlé Sap si getta nel Mekong.

tra le cose da vedere assolutamente a Phnom Penh il Palazzo Reale
Il meraviglioso Palazzo Reale

Il Museo Nazionale (nella foto di copertina) ospita la più bella collezione di sculture Khmer del mondo. La collezione comprende reperti che vanno dal periodo preangkoriano (dal IV al IX secolo), al periodo angkoriano classico (dal X al XIV secolo), fino a manufatti più recenti. E’ costituito da 4 padiglioni che si affacciano su un bel giardino interno. Per informazioni consulta il sito ufficiale. Per approfondire la tua conoscenza sull’impero Khmer puoi leggere questo articolo.

Con una passeggiata lungo il Mekong ti renderai conto dell’imponenza di questo mitico corso d’acqua. Come ho già detto, ho soggiornato nel quartiere chiamato Tonlé Bassac e mi sono trovata bene. La prossima volta però penso che opterò per questa zona a due passi dal fiume. Una crociera sul Mekong al tramonto è un must da non perdere. La durata è di circa un’ora e il prezzo si aggira sui 20 $. Le compagnie che operano il servizio sono diverse. Un’opzione te la offre qui il sito del turismo cambogiano.

Un leone guardiano e un bimbo osservano lo scorrere placido del Mekong
Un leone guardiano e un bimbo osservano lo scorrere placido del Mekong

Sconvolgente il Museo del Genocidio Tuol Sleng. Si trattava di un liceo che nel 1975 fu occupato dai Khmer Rossi di Pol Pot e adibito a carcere di massima sicurezza con il nome di S-21. Qui l’esercito di Pol Pot, tra il 1975 e il 1978, torturò e uccise migliaia e migliaia di uomini, donne e bambini, fino a che, l’esercito vietnamita, all’inizio del 1979, liberò Phnom Pen. Oggi trasformato in museo, ha il compito di testimoniare i crimini commessi durante il regime. Le sale del museo sono tappezzate dalle foto delle vittime. E’ stata un’esperienza che mi ha toccata tanto, che persino il conducente del tuk tuk, un simpatico e loquace ragazzo che mi aspettava fuori, al mio ritorno mi ha chiesto come stavo.

Esperienza molto forte deve essere anche la visita ai Campi di Sterminio di Choeung Ek. Io non ho avuto modo di andarci. Li si raggiunge in tuk tuk. L’ingresso con audioguida costa 6$ e l’area è visitabile tutti i giorni dalle 7.30 alle 17.00. Tra il 1975 e il 1978, 17000 persone furono trasferite qui dalla prigione S-21. Questo campo comprendeva 129 fosse comuni.

Dopo la visita al Tuol Sleng, il resto delle cose da vedere a Phnom Penh perde un po’ di significato. Io ho scelto di farmi portare al Wat Phnom, un santuario buddista, un luogo con un’energia totalmente opposta a ciò che avevo appena visto. Si trova su una collinetta, poco a nord del Museo Nazionale, su cui, secondo una leggenda, nel 1373 venne eretta una pagoda per ospitare 4 statue del Buddha portate qui dal Mekong e recuperate da una donna di nome Penh. Phnom Penh infatti sta a significare “la collina di Penh”. Il santuario, ricostruito più volte nel corso della storia, richiama molti fedeli. Si tratta di un luogo piuttosto affollato.

Nell’appuntarti le cose da vedere a Phnom Penh, non scordare i numerosi mercati. In particolare il Mercato Centrale formato da quattro padiglioni di colore giallo in cui pullulano numerose bancarelle che vendono gioielli in oro e argento, monete antiche, vestiti, orologi, fiori, cibo, tessuti, scarpe e valigie. Io ci ho fatto solo un salto perché ero distrutta dal jet leg, ma sono contenta di esserci stata. Un consiglio utile? Contratta sul prezzo e attento agli scippi!

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Ho soggiornato presso l’hotel Yk Art House e te lo consiglio senza problemi. Mi sono trovata bene. Ho speso 23$ a notte, cifra non proprio economica per i prezzi cambogiani. La camera era davvero molto pulita e dotata di aria condizionata e di bagno privato. Il personale della reception è gentilissimo e parla un ottimo inglese. Su Booking.com troverai comunque tantissime altre soluzioni. La zona più turistica, ma anche più comoda per vedere i monumenti è quella lungo il fiume, nei pressi del Palazzo Reale.

Booking.com

Se desideri spostarti da Phnom Penh il mezzo migliore è l’autobus. Ho scorrazzato in autobus per 21 giorni, spostandomi da sud a nord e a est e mi sono trovata bene. Un alternativa è il treno, che parte dalla stazione centrale e che collega la capitale con Poi Pet a nord-ovest e con Sihanoukville a sud-ovest. Le corse però sono poche e limitate ad alcuni giorni della settimana. In questo articolo, nella sezione dedicata ai trasporti, trovi informazioni dettagliate su come muoverti all’interno del paese, sulle linee ferroviarie e su come acquistare il biglietto dell’autobus.