VISITARE KAMPOT: LA SONNOLENTA CITTA’ DEL PEPE

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Visitare Kampot, con il suo piccolo centro dall’atmosfera sonnolenta e placida, è stata una delle cose che ho amato di più della Cambogia. Qui, come in tutto il resto del paese, mi sono sempre sentita completamente al sicuro ed ho dimenticato le raccomandazioni circa il pericolo degli scippi a Phnom Penh.

Ci sono arrivata dalla capitale con un viaggio in autobus. Con tutte le cose che avevo letto sui ritardi dei trasporti cambogiani, mi sono stupita dell’estrema puntualità.

A far bella mostra di sè, in una delle rotatorie principali della città, c’è un gigantesco Durian, frutto molto coltivato in Cambogia e famoso per essere estremamente puzzolente. Da questa rotatoria si diramano diverse strade a loro volta collegate da viuzze più piccole. La città sorge lungo il fiume Preaek Tuek Chhu e il centro si sviluppa sulla sponda orientale.

Si tratta di una località piuttosto turistica. In città non c’è molto da fare, se non goderti la sonnolenta atmosfera che qui si respira. Puoi visitare Kampot affittando una bici e fare un giro nelle vicinanze, fare una passeggiata alla vasca dei fiori di loto, anche se ti confesso che nel periodo in cui sono andata io, a gennaio, di fiori ne ho visti pochissimi. Puoi provare alcuni dei ristoranti in città, fare shopping nei negozi che vendono specialità locali, come pepe e sale.

Ragazze cambogiane alla vasca dei fiori di loto. Alle loro spalle una statua di divinità acquatica
Ragazze cambogiane nei pressi della vasca dei fiori di loto

La sera puoi optare per una giro al mercato notturno e, come ho fatto io, per una gita in barca al tramonto. Il ristorante Capitain Chim organizza gite in barca per 5$, cifra che comprende anche una bevanda a tua scelta (ritrovo e partenza dal ristorante alle 17.00. I biglietti si acquistano con un po’ di anticipo, presso il ristorante!).

visitare kampot significa fare un giro in barca sul fiume al tramonto

VISITARE KAMPOT: I DINTORNI, KEP, IL PEPE, LE MONTAGNE

Ho scelto di visitare Kampot soprattutto per le attrattive offerte dai dintorni. Quando penso all’Asia, penso ai mari tropicali, alle specie animali e vegetali differenti dalle nostre, alle piantagioni di tè, ai campi di riso, all’odore delle spezie. Kampot è nota per il suo pepe estremamente pregiato e una visita ad una piantagione non me la sarei persa per niente al mondo.

uno degli edifici della Plantation, una delle più famose piantagioni di pepe della zona
La Plantation, una delle più note piantagioni di pepe della zona
La piantagione, con le piante di pepe protette dall'ombra di fronde secche di bambù
La piantagione, con le piante di pepe protette dall’ombra di fronde secche di bambù

Con un tour in tuk tuk, condiviso con due ragazze svizzere, ho visitato La Plantation, una delle migliori piantagioni in zona. Qui, un simpatico ragazzo cambogiano con un ottimo livello di inglese, ci ha spiegato, con tanto di assaggio, quali sono le diverse varietà di una delle spezie più usate al mondo. Ci ha mostrato come le diverse varietà di pepe, quello nero, verde, bianco, rosso, derivino dalla stessa pianta e che la differenza sia dovuta al diverso tipo di lavorazione e momento di raccolta. Dopodiché ci ha portato a vedere come il pepe viene coltivato. Si tratta di una liana rampicante che cresce su pali infitti appositamente nel terreno. E’ stato davvero interessante. La visita alla piantagione è gratuita.

Le ragazze che lavorano alla piantagione staccano dai rametti le bacche di pepe ad una ad una
Le ragazze che lavorano alla piantagione staccano le bacche di pepe una ad una

nel visitare Kampot non puoi non fare un salto ad una delle piantagioni di pepe
La visita alla piantagione

Sulla strada verso La Plantation, si trova il Secret Lake, un laghetto artificiale costruito da prigionieri e abitanti del villaggio durante la dominazione dei Khmer Rossi. Si ritiene che il lago abbia ricevuto il suo nome non per la sua posizione nascosta, ma per quello che si trova sotto di esso. Durante la costruzione migliaia di cambogiani persero la vita e furono sepolti in una fossa comune sotto il lago.

Con lo stesso tour in tuk tuk era prevista la visita alla vicina Kep, una cittadina sulla costa, di cui ho visto il famoso mercato dei granchi e da cui ho raggiunto in barca l’Isola del Coniglio. Si tratta di un isola molto bella e piccolina, con la spiaggia ombreggiata da palme e con diversi bungalow e bar. Subito dietro i bungalow purtroppo i cumuli di spazzatura sono enormi e tristi montagne di lattine e plastica.

bancarella di gamberetti e frutti di mare al mercato dei granchi di Kep
Bancarella di gamberetti e frutti di mare al mercato dei granchi di Kep
La pittoresca barca con cui sono arrivata a Koh Tonsay, l'Isola del Coniglio
La pittoresca barca con cui sono arrivata a Koh Tonsay, l’Isola del Coniglio

Altri tour consistono in gite giornaliere verso le montagne del Bokor National Park, poco distanti da Kampot. Ho partecipato alla gita che prevede la visita alla Bokor Hill Station, una stazione climatica costruita dai francesi, nel 1921, durante il periodo coloniale. Ora l’edificio ospita un casinò nel quale vengono a giocare soprattutto turisti vietnamiti e cinesi. A testimonianza del colonialismo francese, sulla montagna sono presenti altri edifici abbandonati e una chiesa.

visitare i dintorni di kampot significa non perdersi la Bokor Hill Station, nella foto.
La Bokor Hill Station costruita dai francesi nel 1921 è oggi un casinò

Poco lontano dalla stazione climatica, sorge il Wat Sampov Pram, un tempio buddhista, dal quale, nelle giornate più limpide, si può ammirare il mare, fino al golfo del Vietnam. Purtroppo il giorno in cui ci sono andata io c’era nebbia (e ti pareva!).

una statua enorme di Buddha al Wat Sampov Pram
Un enorme Buddha al Wat Sampov Pram

Lungo il tragitto verso la montagna, la prima sosta ha permesso di ammirare la gigantesca statua, alta 29 metri, di Lok Yeay Mao, una divinità del Brahamanesimo, venerata nel sud della Cambogia. La leggenda narra che Yeay Mao fosse la moglie di un grande capo guerriero e quando lui morì, lei prese il controllo dell’esercito. Sconfisse i Thai e divenne una celebrità.
Un’altra leggenda racconta che fosse la moglie di Ta Krohom Koh. Un giorno, mentre i due passeggiavano nella foresta sulla montagna, incontrarono una tigre. Il marito fuggì e la tigre aggredì e divorò la povera donna. Da allora, ogni viaggiatore che si trovi a passare per la foresta, deve pregare per lo spirito di Lok Yeay Mao.

La statua di Lok Yeay Mao
La statua di Lok Yeay Mao

La gita mi è costata 13$, comprensivi di trasporto, guida, pranzo, bottiglietta d’acqua e di giro in barca al tramonto a Kampot. A quest’ultima cosa ho rinunciato perché il giro lo avevo già fatto la sera prima. Ho acquistato il tour presso la mia guesthouse, ma parlando con altri turisti, alloggiati in hotel differenti, ho scoperto che alcuni di loro avevano speso di più e altri un po’ meno. Probabilmente chi vende il biglietto vuole guadagnare qualcosina, quindi ti consiglio di andare ad informarti direttamente all’ufficio del turismo.

Puoi anche visitare i dintorni in maniera indipendente, affittando una moto. In questo caso, chiedi consiglio al tuo hotel o all’ufficio del turismo. Ti sapranno indicare i percorsi migliori.

HOTEL, RISTORANTI E TRASPORTI

Trovare un hotel a Kampot è semplicissimo. Io come sempre, ho usato Booking.com e ho soggiornato presso la Happy Family Guesthouse, spendendo per 3 notti, 42$. La camera, molto pulita, era dotata di condizionatore, bagno privato, cassaforte. La guesthouse non ha servizio di bar né di ristorante, ma i posti in cui mangiare a Kampot sono tantissimi.

Per una pausa golosa o un’ottima colazione, ti consiglio l’Epic Arts Café, aperto dalle 7.00 alle 16.00. Tra i ristoranti ho provato il Victoria Kitchen, un locale con un grande e bel dehors lungo il fiume, e piatti curati e ottimi. Più spartano, ma con cucina di buona qualità, è il veramente economico Capitan Chim. Lascia perdere i piatti occidentali e scegli quelli tradizionali. In questo posto vi è ampia scelta anche per i vegetariani.

Il mio preferito è stato il piccolissimo ristorante Home Food, in una viuzza secondaria (la strada numero 722). Si tratta di un locale a conduzione familiare gestito da una donna adorabile, aiutata da sua madre e sua figlia. La cucina è khmer, con molti piatti indiani e malaysiani. La scelta per i vegetariani è tantissima, ma non mancano le portate a base di carne. Un consiglio? In Cambogia, se anche ti piacciono i sapori piccanti, chiedi che non esagerino con le spezie!

Se vuoi visitare Kampot, il mezzo più semplice per arrivarci è, ancora una volta, l’autobus. Ci sono anche treni che collegano Kampot a Phnom Penh e Sihanoukville, ma le corse sono pochissime e limitate ad alcuni giorni della settimana. Se vuoi informazioni dettagliate su come muoversi in Cambogia, leggi la sezione dei trasporti in questo articolo.