VIAGGIO IN MONFERRATO: UN INCANTO DA SCOPRIRE

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Una cosa te la devo proprio svelare. Io sono una piemontese doc, di quelle cresciute tra filari di vite, profumo di mosto e tartufi, boschi di querce e acacie. Il mio cuore però è stato presto rapito da atlanti geografici e planisferi, quindi mi sono resa conto, all’età di 6 anni, che sarei prima o poi partita per esplorare il resto del mondo. Nella mia vita da nomade, fatta di valige, spostamenti, aeroporti, il punto fermo però esiste, ed è rappresentato da un paesaggio fatto di dolci colline, con all’orizzonte il profilo delle Alpi. Il mio viaggio in Monferrato è quindi un ritornare (temporaneamente!) ai luoghi di origine, quando sento il bisogno di fermarmi un po’, fosse anche solo per abbracciare la famiglia.

Si tratta di un territorio che solo recentemente è venuto alla ribalta per aver ottenuto dall’UNESCO la denominazione di “patrimonio mondiale dell’umanità”. Per tanto tempo, questa zona è stata quasi dimenticata dal turismo. Le vicine colline delle Langhe, note per i famosissimi vini e per il tartufo, hanno saputo meglio sfruttare le eccellenze del loro territorio, attirando i turisti verso luoghi quali Alba, Barolo, La Morra, Barbaresco.

Il Monferrato però non ha nulla da invidiare alle Langhe. Anche qui i paesaggi sono incantevoli, con dolci colline, punteggiate qua e là, da piccoli borghi in cui il tempo pare essersi fermato. Le eccellenze vitivinicole ci sono anche qui. Eccome!

Ultimamente, con grande piacere, ho notato che il viaggio in Monferrato è diventato per i turisti, un modo per conoscere direttamente il territorio, percorrendo a piedi, in mountain bike o a cavallo, la rete di sentieri che collegano i diversi borghi. Questi sono gli stessi sentieri che spesso percorro quando torno a casa o quando mi capita di fare da guida agli amici che vengono a trovarmi in questo angolo di mondo.

La parola Monferrato, in dialetto “Munfrà”, ha dubbia origine. Le ipotesi sono diverse, ma siccome amo tanto le leggende, una di queste racconta che Aleramo, il primo marchese del Monferrato, volendo ferrare il cavallo e non trovando alternative, utilizzò un mattone (“mun” in monferrino) e l’animale fu ferrato (“frà”). Cavalcò così tre giorni senza fermarsi per raggiungere Ottone I, da cui ottenne la Marca del Monferrato e a cui chiese anche la figlia in sposa.

Il territorio, distinto in Basso, Alto Monferrato e Monferrato Astigiano, è compreso principalmente nelle provincie di Asti e Alessandria, estendendosi fino all’Appennino ligure, confinando a sud, con la provincia di Savona e Genova, a sud-ovest con Langhe e il Roero, a nord-est con l’area della Lomellina, in Lombardia e a ovest con le colline di Torino.

VIAGGIO IN MONFERRATO: IL BASSO MONFERRATO, CASALE E I BORGHI

Le colline di questa zona del Piemonte sono dolci, con altezze che raramente, se si esclude il Sacro Monte di Crea, superano i 400 m.

Il fulcro di quest’area è sicuramente Casale Monferrato, una cittadina sul Po, non troppo distante da Asti, Alessandria, Novara e Vercelli. Casale fu municipium romano, libero comune in epoca medievale, capitale del Monferrato dal 1434 al 1533. Di questa cittadina devi assolutamente vedere il centro storico con le numerose chiese. In particolare non perderti il Duomo, dedicato a Sant’Evasio. La chiesa fu voluta da Liutprando, re dei Longobardi nel XII secolo. Suggestivo il nartece che precede le navate e il cielo stellato della volta.

Il nartece del Duomo di Sant’Evasio a Casale Monferrato

Tra le numerosissime chiese di Casale, l’altra che ti segnalo è quella di San Domenico, costruita nel XV secolo, con un bellissimo chiostro.

Un parte del chiostro e l’imponente campanile della Chiesa di San Domenico

Merita una visita il castello dei Paleologi. Giovanni II Paleologo, marchese del Monferrato, ordinò la costruzione del castello che venne portata a termine nel 1357. La costruzione subì modifiche nel corso dei secoli. Nel XV secolo venne ristrutturato dai marchesi Guglielmo VIII e Bonifacio V e, con il passaggio di Casale ai Gonzaga di Milano, il castello venne rinforzato, assumendo la pianta esagonale che lo contraddistingue ancora oggi. Durante la settimana, dalle 10.00 alle 13 e dalle 15.00 alle 18.00 sono visitabili i torrioni e gli spalti. Per informazioni puoi rivolgerti a questo numero: 0142444329.

In via Saffi, puoi visitare, da giugno a ottobre (tel 0142444249), anche la Torre Civica, risalente all’XI secolo. Ti consiglio anche una visita alla Sinagoga Ebraica. Mentre passeggi per le vie di Casale, ricordati che è d’obbligo un salto in via Lanza 17, nel biscottificio Portinaro, dove potrai gustare i Krumiri Rossi, quelli ancora prodotti con la ricetta originale del 1878.

Il biscottificio Portinaro dove si producono i famosi Krumiri, biscotti originari di Casale Monferrato
Lo storico biscottificio in Via Lanza

Nel tuo viaggio in Monferrato la cosa che più catturerà la tua attenzione saranno certamente i borghi più piccoli, che, pittoreschi, si ergono sulle cime delle colline. Sono quasi tutti contraddistinti da una torre, un castello, o una chiesa romanica e da eccellenze vitivinicole. Ozzano Monferrato per esempio, un paese sulla strada che collega Casale ad Asti, ha parte del suo territorio iscritto alla lista del patrimonio mondiale UNESCO. Inoltre dal 2014 e dal 2017 Ozzano è insignito della Bandiera Arancione del TCI. Oltre alla Chiesa Parrocchiale, con affreschi Quattro e Cinquecenteschi, e al Castello, il comune è noto per Casa Bonario Simonetti, l’edificio privato più antico, risalente al XV secolo. Qui si produce Barbera del Monferrato Superiore, Grignolino del Monferrato Casalese. I produttori locali sono le Cantine Valpane e l’Azienda Agricola Beccaria.

Camino, un piccolo paese di circa 800 abitanti, è noto per il suo castello, circondato da un parco secolare e per essere il luogo natale di Giovan Battista Boetti, secondo una tradizione, il profeta Mansur.

All’orizzonte il paese di Vignale arroccato sulla collina e poco più in basso quello di Altavilla Monferrato

A Vignale Monferrato invece puoi visitare Palazzo Callori, che fu residenza dei signori di Vignale. Costruito nel XV secolo e ampliato nel XVIII, è sede dell’Enoteca Regionale e fa parte del circuito “Castelli Aperti” del Basso Piemonte. Nello stesso circuito, nel Basso Monferrato sono visitabili il Castello di San Giorgio Monferrato (aperto da marzo a ottobre. Tel 032134680), il Castello di Oviglio, e, nel comune di Quattordio, il Castello di Lajone, con roseto e parco dove puoi passeggiare all’ombra di querce, tigli e cedri del Libano. Se alla tua visita al patrimonio artistico, vuoi abbinare una sosta alle cantine, cosa che ti consiglio 😉 , puoi fermarti alla Cantina San Giorgio a San Giorgio Monferrato.

un viaggio in Monferrato vale la pensa per godere del paesaggio fatto di colline con arroccati i piccoli borghi, come quello di San Giorgio Monferrato in foto
Il paese di San Giorgio Monferrato con il suo imponente castello

La zona del Basso Monferrato è anche nota per la gli Infernot, cantine scavate nell’arenaria che fungevano da dispense per le bottiglie. L’area degli Infernot, iscritta oggi nell’elenco del Patrimonio UNESCO, è quella che comprende i comuni di Vignale Monferrato, Camagna Monferrato, Frassinello Monferrato, Rosignano Monferrato, Ottiglio, Olivola, Ozzano Monferrato, Sala Monferrato, Cella Monte. Quest’ultimo ospita un Ecomuseo dedicato appunto alla storia degli Infernot e alla Pietra da Cantoni, l’arenaria di questa zona, detta qui comunemente “tufo” e impiegata nella costruzione di abitazioni e chiese.

In un viaggio in Monferrato, specialmente nella zona tra Casale e Moncalvo, ti capiterà di vedere abitazioni come quella in foto, costruite con la locale arenaria, chiamata Pietra da Cantoni
Tipica abitazione costruita con la Pietra da Cantoni

Nel circuito delle “Panchine Giganti”, panchine veramente enormi, costruite in punti panoramici di molti piccoli paesi delle provincie di Asti, Cuneo, Alessandria, i comuni del Basso Monferrato che hanno “adottato” una panchina sono Rosignano e Sala Monferrato.

IL BASSO MONFERRATO ASTIGIANO. LE TERRE DI ALERAMO, IL CIRCUITO ROMANICO, LE CATTEDRALI SOTTERRANEE E NIZZA

Il cuore del Basso Monferrato Astigiano è l’area nota come Terre d’Aleramo, che va da Moncalvo ad Asti. Moncalvo, di origine romana, è stata, durante il medioevo, la prima capitale del Monferrato fino al 1306. Subì varie occupazioni straniere, fu dominio dei Gonzaga di Mantova e nel ‘700 passò definitivamente ai Savoia.

All’arrivo in paese, sul cartello che ne porta il nome, è anche scritto “la città più piccola d’Italia”, perché nel 1774 Vittorio Amedeo III di Savoia la dichiarò “città”, titolo già conferitole dai Gonzaga. Moncalvo è nota perché qui operò e visse Guglielmo Caccia, conosciuto con il nome di “il Moncalvo”. Il pittore è considerato il più importante esponente del Manierismo piemontese. Attorno all’artista, che viene definito “il Raffaello del Monferrato”, fiorì una vera e propria scuola. Le numerose chiese della “città” sono il modo migliore per apprezzare la sua arte. La via principale del centro storico porta alla grande Piazza Carlo Alberto, con i bastioni medievali a testimonianza del castello.

Poco lontano sorge il comune di Grazzano Badoglio, luogo natale del Maresciallo Badoglio. Il paese, di origine romana, come testimonia il nome, che probabilmente deriva dal romano “gratianus”, ospita, secondo una tradizione, la tomba di Aleramo, primo Marchese di Monferrato, morto nel 991 d.c. Aleramo fondò qui a Grazzano, nel 961, un’abbazia che affidò ai benedettini. Il complesso ha subito vari rimaneggiamenti, ma dell’edificio originario restano la torre campanaria, il chiostro, il porticato con balconcino. Altra curiosità è che anche qui, così come nei paesi del Basso Monferrato di Casale, molti edifici sono costruiti con la Pietra da Cantoni, l’arenaria tipica di queste zone.

A Casorzo, altro piccolo comune monferrino, oltre a gustare il Malvasia, vino dolce tipico, potrai ammirare un gigantesco ippocastano di 250 anni, che fa parte degli alberi monumentali del Piemonte. Sempre nel comune di Casorzo, sulla strada che lo collega al paese di Grana, c’è un altro albero molto particolare: il Bialbero di Casorzo, un gelso su cui è nato un ciliegio. Si tratta di una vera rarità dovuta probabilmente ad un uccello che avrà lasciato cadere un seme.

nel tuo viaggio in Monferrato non perderti il Bialbero di Casorzo, un gelso su cui è cresciuto un ciliegio
Il bialbero di Casorzo. A destra, il tronco scuro, centrale, è quello del ciliegio appoggiato al tronco cavo del gelso

Le radici del ciliegio avranno probabilmente trovato lo spazio necessario per raggiungere, attraverso il tronco cavo del gelso, il terreno sottostante. Spettacolare in primavera, quando i due diversi alberi si distinguono perfettamente e il ciliegio è in piena fioritura. Ti segnalo qui la pagina di Wikipedia (che è in inglese!) del Bialbero.

Al confine con la provincia di Alessandria si trova il piccolo paese di Viarigi, con la sua Torre dei Segnali.

in un viaggio in Monferrato scoprirai che i paesi sono delle vere e proprie chicche, ognuno con una struttura che lo contraddistingue, come il borgo di Viarigi con la sua Torre dei Segnali
Viarigi e la sua Torre dei Segnali

In centro, poco distante dalla Chiesa Parrocchiale, sorge l’imponente chiesa romanica di San Silverio, mentre su una collina ad un paio di chilometri dal centro del paese, è presente la chiesetta romanica di San Marziano.

Chiesa romanica di San Silverio a Viarigi
Chiesa romanica di San Silverio a Viarigi, costruita con pietra da cantoni alternata a mattoni

Questo piccolo borgo è anche noto per la storia che lo lega a Don Grignaschi, un prete in odore di eresia, della Val d’Ossola, il quale, nel 1849, arrivò a predicare nella parrocchia di Viarigi. Si trattava di un personaggio molto particolare. Dichiarò infatti di essere il Nuovo Messia “venuto a drizzare le storture della Chiesa e della società”, portando tale scompiglio da richiedere l’intervento di autorità civili e religiose, tra cui Don Giovanni Bosco. A Viarigi puoi anche visitare il piccolo, ma interessante museo “Retrò“, che espone oggetti, utensili, macchine, attrezzature che testimoniano il passaggio dalla civiltà contadina di fine ‘800 alla civiltà industriale del secondo dopoguerra. Per info puoi rivolgerti a questo numero: 3802197747.

Da Viarigi si gode di un bel panorama sul territorio circostante. Sono visibili i comuni di Vignale Monferrato, Altavilla Monferrato e Montemagno. Quest’ultimo è un bel borgo medievale, fondato attorno all’anno Mille, dominato da un splendido castello merlato, di proprietà privata, dalla cui piazza dipartono a raggiera dodici vicoli numerati. Si tratta di una planimetria unica nella zona. La passeggiata dietro al castello offre un bellissimo scorcio panoramico del Monferrato. Non perderti poi la piazza con la Chiesa dei Santi Martino e Stefano che, con una meravigliosa scalinata settecentesca, è ritenuta una delle più belle piazze del Piemonte. In prossimità del cimitero sorgono i resti della Chiesa Romanica di San Vittore.

Poco più avanti in direzione di Asti, ti segnalo Castagnole Monferrato, paese che si distingue per il Ruchè, un vino prodotto da un vitigno particolare, coltivato qui e nei sei comuni limitrofi e conosciuto con il nome di Ruchè di Castagnole Monferrato. In tutta la zona comunque si producono anche Barbera d’Asti e del Monferrato, e Grignolino d’Asti. Se passi da Castagnole, non perderti una passeggiata nel centro storico, una foto alla meridiana più grande d’Europa e una alla Panchina Gigante poco fuori dal centro, sulla strada che porta a Scurzolengo.

La Panchina Gigante di Castagnole Monferrato
La Panchina Gigante di Castagnole Monferrato

Una rete di sentieri e strade di campagna, collega Castagnole, Montemagno, Viarigi, Casorzo, Grazzano, percorribili a piedi o in mountain bike

Un po’ più a ovest sorge Castell’Alfero, paese natale della maschera di Gian Douja e Giambattista de Rolandis, patriota considerato l’inventore del tricolore. Anche qui è presente un bellissimo castello con impianto medievale, trasformato completamente in edificio barocco nel XVII secolo.

Molti dei borghi nella zona a Nord Ovest della provincia, fanno parte di quello che è definito circuito romanico. Nella zona infatti compresa tra Asti e Chivasso si contano circa una settantina di affascinanti chiese romaniche campestri.

A Montechiaro D’Asti non puoi perdere una visita alla bellissima chiesa romanica di San Nazario, isolata, su una collina poco fuori le mura medievali del paese.

La Chiesa di San Lorenzo, a Montiglio, è visitabile domandando la chiave in Comune negli orari di apertura, oppure al Wine Bar Del Pozzo (chiuso il martedì). A Cortazzone, ti segnalo la chiesa di San Secondo, a Bagnasco di Montafia, quella di San Giorgio. Di tutte, la più importante è la splendida Abazzia di Vezzolano. Una leggenda che la lega addirittura a Carlo Magno, narra che l’imperatore si trovasse, nel 773, a caccia nella selva di Vezzolano e d’improvviso gli apparvero tre scheletri, usciti da una tomba. L’imperatore si spaventò e su consiglio di un eremita pregò Maria Vergine e volle erigere una chiesa sul luogo dell’apparizione. La Chiesa è aperta dal 31 marzo al 26 ottobre, tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00, esclusi i lunedì. Per info, contatta l’Associazione InCollina, al numero 011 9920607.

A Sud di Asti, quasi al confine con le Langhe, la zona di Nizza Monferrato e Canelli è nota soprattutto per le eccellenze vinicole. Nizza Monferrato, comune inserito nell’elenco dei siti patrimonio UNESCO, è uno dei grandi produttori di Barbera. Non perderti quindi una visita all’Enoteca Regionale, ma nemmeno una passeggiata per il centro storico.

Canelli invece è il comune dell’Asti Spumante. Quello che rende speciale questo paese è che le migliaia e migliaia di bottiglie di vino prodotte, vengono conservate non all’interno di normali cantine, ma in quelle che sono definite Cattedrali Sotterranee. Si tratta di gallerie scavate nella collina e rivestite di mattoni, che scendono in profondità, fino a 32 m, con lunghezza complessiva di 20 km. Questi capolavori di architettura, entrati a far parte del patrimonio UNESCO, sono in parte visitabili. Lo sono per esempio le famose cantine Bosca e l’altrettanto nota cantina Gancia.

Nel Circuito delle Panchine Giganti ti segnalo oltre alla panchina di Castagnole Monferrato, quella di Tonco, di Castelnuovo Don Bosco, Passerano Marmorito, le due di Costigliole d’Asti, quella di Castelnuovo Calcea, di Canelli e di Moasca, al confine con le Langhe.

Alla città di Asti è dedicato un articolo a parte, che puoi leggere qui.

VIAGGIO IN MONFERRATO: L’ALTO MONFERRATO TRA VALLE BORMIDA E VALLE SCRIVIA

A Sud di Alessandria c’è invece l’Alto Monferrato, delimitato a ovest dalla valle Bormida di Spigno e a est dalla valle Scrivia. Il centro più importante della zona è Acqui Terme, un tempo capitale dei Liguri Statielli, stanziati qui fin dall’età del Bronzo e poi divenuta città romana. La cittadina famosa per la Bollente, sorgente d’acqua calda a 74,5° e per le terme, sorge lungo il Bormida e lungo la Via Aemilia Scauri, la strada che sin dall’epoca romana, collegava la Pianura Padana alla Gallia. Le terme erano molto famose tanto da essere considerate da Plinio, tra le migliori dell’Impero. I resti, visitabili, delle piscine termali romane, portano ancora traccia dei mosaici che le decoravano. Per informazioni su prezzi e orari puoi consultare questo sito.

La città era anche dotata di anfiteatro, foro e di un importante acquedotto, ancora conservato e visibile dal ponte sul Bormida. Da visitare il Museo Civico Archeologico, che ha sede nel Castello dei Paleologi. Acqui Terme non è famosa solo per l’acqua termale! E’ impensabile infatti venire qui senza assaggiare il Brachetto d’Acqui, il vino tipico della zona, che pur essendo dolce, è molto usato per l’aperitivo.

Il panorama che si gode dalla panchina gigante nel comune di Fontanile, con Fontanile sulla collina di fronte
Il panorama che si gode dalla panchina gigante nel comune di Fontanile, con Fontanile sulla collina di fronte

Nei dintorni, sono suggestivi i paesi di Alice Bel Colle, Fontanile, Strevi, ognuno con punto panoramico dotato di una Panchina Gigante. Per una pausa golosa, oltre alle numerose cantine, ti consiglio una sosta a Mombaruzzo, il paese degli amaretti che prendono il nome dal paese.

A SPASSO TRA LE COLLINE DEL MONFERRATO: ESCURSIONI A PIEDI, IN BICI E A CAVALLO

Un viaggio in Monferrato è l’occasione perfetta per sgranchirsi le gambe a piedi, in bici o a cavallo. I vari borghi sono spesso collegati tra loro, oltre che dalle strade statali, da strade sterrate, attraverso vigneti e campi, tra le colline. Queste strade, fanno parte di una rete di sentieri segnalati che permettono di visitare il territorio in maniera alternativa.

Su questo sito troverai itinerari e suggerimenti per organizzare il tuo trekking nel Monferrato Astigiano. Alcuni degli itinerari proposti, come per esempio quello Romanico, lungo 87 km, collegano più paesi e, per esser completati, richiedono diversi giorni. Altri sono circuiti ad anello attorno ad uno stesso comune. La scelta è ampia e sta a te decidere quale tratto affrontare. Trovi altri spunti sul sito della sezione Cai di Asti.

Che tu scelga di percorrere queste strade in mountain bike o a piedi tieni conto che si tratta di una zona collinare e che, anche se si tratta di pendii molto dolci, dovrai affrontare diverse salite. Portati dell’acqua e, in estate, un cappello e il repellente anti zanzare.

Puoi noleggiare la bici presso Monferrato.bike a Moncalvo, oppure presso Italy Bike Resort a Nizza Monferrato, o ancora a Grazzano, presso Cascina Rosa 33. Può inoltre esserti utile il sito dei percorsi ciclabili nella zona delle Terre d’Aleramo, quelle comprese tra Moncalvo e Grazzano.

Se invece la tua passione sono le passeggiate a cavallo, puoi rivolgerti ad Equiturismo Monferrato  a Passerano Marmorito, oppure al Sidepull Ranch Horses di Sala Monferrato. In alternativa dando un’occhiata qui ai diversi ranch e maneggi della zona, potrai scegliere quello che preferisci.

VIAGGIO IN MONFERRATO: MANGIARE BENE E BERE MEGLIO

Un viaggio in Monferrato può essere un’ottima scusa per gustare quelle che sono vere e proprie eccellenze del territorio italiano. Qui si producono ortaggi e formaggi dop con cui vengono preparati moltissimi antipasti, qui si preparano tajarin, pasta fresca ripiena, carni brasate al Barbera, dolci raffinati. Ti segnalo, se ami il formaggio, l’Azienda Agricola La Briata, a Casale Monferrato, dove potrai acquistare i latticini locali e visitare, su richiesta, l’azienda agricola.

A farla da padrone, in Monferrato, c’è il vino, con un’enologia di pregio e vitigni autoctoni. Questa è la zona di produzione del Malvasia, il Ruchè, “la” Barbera, com’è chiamata da queste parti, il Grignolino, il Freisa, il Moscato, il Brachetto d’Acqui e l’Asti Spumante.

Cominciando proprio dal vino, ti consiglio alcune cantine suddivise in base alle diverse area di produzione. Nel Basso Monferrato, consiglio quella di Rosignano. Nel Basso Monferrato Astigiano, la Tenuta Santa Caterina a Grazzano, la Cantina di Casorzo, comune noto per il vino Malvasia, quella di Castagnole Monferrato, il cui vanto è il raro vino Ruchè docg. A sud di Asti, la cantina di Nizza Monferrato e la Cantina Bosca di Canelli. Nell’Alto Monferrato ti consiglio la Cantina la Torre di Castel Rocchero, l’azienda vinicola Marenco a Strevi, la Cantina di Alice Bel Colle.

Per quanto riguarda i ristoranti, nel Basso Monferrato Alessandrino ti posso consigliare, a San Lorenzo di Vignale, Il Ristorante Agriturismo La Pomera. Qui, con 27 euro circa, puoi gustare il mesù fisso con ben 7 portate, tra cui toma alla salsa di mele e miele, friciulin (frittelle di verdure tipiche della zona), tortini di verdura, agnolotti alla piemontese, vitello tonnato, stracotto, bonet. Le portate variano a seconda della stagione, ma sono sempre una vera gioia per il palato. Se chiami il numero 0142933378 puoi accordarti con i gentili proprietari perché ti preparino un menù vegetariano.

A Viarigi, il Ristorante Roma, che si trova in centro paese. Si tratta di un ristorante a conduzione famigliare. La location è semplice ed è molto apprezzato dai clienti piemontesi. E’ poi imperdibile una sosta al Ciabot d’Gianduja a Callianetto. I piatti sono ottimi, il prezzo contenuto e la scelta è varia anche per vegetariani. Un agriturismo da prendere senz’altro in considerazione, per l’ottima cucina, per la gentilezza dei proprietari e per i prezzi, è l’Agriturismo Cascina Madonna, a Refrancore. Ti consiglio di prenotare con un po’ di anticipo.

Alla lista aggiungo il ristorante Belbo da Bardon a San Marzano Oliveto e la Raviola Galante a Scurzolengo.

Le trattorie, i ristoranti e gli agriturismi sono tantissimi. Fatti consigliare anche dallo staff del tuo albergo. Ti sapranno certo indicare il posto giusto per gustare le eccellenze culinarie del territorio.

VIAGGIO IN MONFERRATO: COME ARRIVARE, COME MUOVERSI E DOVE DORMIRE

Il modo migliore per esplorare il territorio è la macchina. Un viaggio in Monferrato con l’auto ti permette di esplorare borghi e luoghi altrimenti inaccessibili. La zona dista un’ora circa da Torino, Milano e Genova. Da Milano e Torino l’autostrada che ti porta qui è la A4, mentre se arrivi da Genova, la A26. Sulla A4 le uscite sono quelle di Felizzano e di Asti. Sulla A26 le uscite sono Casale Nord e Casale Sud.

Gli aeroporti più vicini sono quello di Torino Caselle e Milano Malpensa.

Per quanto riguarda i trasporti locali, oltre al treno che raggiunge solo alcuni paesi, potrebbero esserti utili i siti di Arfea (tel. 0131225810) e il Gruppo Stat (tel. 0142452854), le compagnie di autobus che collegano i diversi borghi con le città di Asti, Alessandria, Casale Monferrato.

Per preparare il tuo viaggio in Monferrato, ti consiglio, come sempre, di cercare il tuo hotel con Booking.com. Per utilizzare questo portale al meglio, puoi leggere questo articolo. Essendo originaria di queste zone, non ho avuto spesso occasione di provare molti hotel o b&b. L’ho fatto qualche volta per lavoro, e poi quando mi è capitato di organizzare, per alcuni amici, un tour per il Monferrato.

Personalmente ti posso consigliare perché, ci sono stata, il Residence Il Portico a Casale Monferrato, poco distante dal castello. Lo staff è gentilissimo, la colazione buona, le camere molto belle. Inoltre è possibile disporre gratuitamente delle biciclette messe a disposizione della struttura. Se invece preferisci un luogo immerso tra le colline, dai un’occhiata all’Alloggio Vacanze Monferrato Le Ginestre a Tonco. In alternativa ti consiglio il B&B La Gatta a Vignale Monferrato, i Grappoli Divini a Viarigi e il favoloso Agriturismo Albarossa a Nizza Monferrato.