LE CICOGNE DI RACCONIGI, UN’OASI NATURALISTICA E LA LORO BELLA STORIA

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In Piemonte, in provincia di Cuneo , esiste un piccolo luogo magico e protetto, in cui la natura sa incantare per la sua bellezza e diversità. E’ il Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi, un paese del cuneese, quasi al confine con la provincia di Torino. Si tratta di un’area verde nata nel 1985 dall’idea di Bruno Vaschetti, un agricoltore della zona appassionato ornitologo, e con la collaborazione della LIPU. Nel 1982 Vaschetti osservò una coppia di cicogne che tentavano di nidificare a Carmagnola, e si incuriosì perché questi animali erano estinti in Italia sin dal 1700, a causa della caccia spietata e del bracconaggio. Purtroppo le cose finirono male anche per questi due esemplari. Questo convinse Vaschetti a cercare e ottenere l’appoggio di uno svizzero esperto di cicogne, che lo aiutò a creare, sui propri appezzamenti di terreno, quella che ora è diventata una vera e propria oasi.

Uno dei nidi sul tetto del Centro, con una famiglia di cicogne.
Uno dei nidi sul tetto del Centro, con una famiglia di cicogne.

Il Centro Cicogne di Racconigi, nato per la reintroduzione della cicogna bianca, e in cui all’inizio vennero portate le prime dieci cicogne, è ora adibito alla tutela e ripopolamento anche di altre specie di uccelli. Ad aiutare Vaschetti c’è l’intera famiglia, la moglie e le tre figlie di cui una, Gabriella, è veterinario e direttore scientifico del Centro.

Inoltre all’interno del Centro Cicogne e Anatidi, opera anche il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici), che si occupa in modo specifico della cura e riabilitazione dell’avifauna trovata in difficoltà nella provincia di Cuneo.

In trent’anni il Centro ha visto la nascita di ben 1200 piccoli di cicogna bianca. Le cicogne in primavera, tornano a Racconigi, ma anche a Carmagnola, Caramagna e Cavallermaggiore per la stagione riproduttiva.

La cicogna è un animale gregario e coloniale. La coppia è monogama solo durante la stagione riproduttiva, perché allevare i pulcini è tanto impegnativo da richiedere la presenza costante dei due genitori. La femmina a marzo-aprile depone 5-6 uova, con un intervallo di 36 ore l’uno dall’altro. I pulcini nasceranno quindi con lo stesso intervallo di tempo. Le uova sono covate da entrambi gli adulti per 32 giorni. I piccoli saranno pronti a lasciare il nido dopo 85 giorni, quando potranno volare sulle rotte migratorie che li porteranno verso l’Africa.

Le cicogne di Racconigi migrano attraversando la Valle Stura di Demonte, la Francia Meridionale, facendo tappa in Camargue, la Spagna meridionale. Qui alcune si fermeranno ed altre proseguiranno fino all’Africa Settentrionale, in Algeria, Marocco e oltre, sino al Senegal, per trascorrervi l’inverno. Il periodo quindi migliore per osservare le cicogne in quest’oasi verde è quello che va da marzo a fine luglio.

Le cicogne di Racconigi ti accolgono sui comignoli del Centro Cicogne e Anatidi.
Le cicogne sui comignoli danno il benvenuto!

All’arrivo al Centro Cicogne e Anatidi la prima cosa che ti permetterà di capire che sei giunto a destinazione, sono i giganteschi nidi sui comignoli dei tetti ed un cartello che invita gli automobilisti a rallentare a causa di “bambini e cicogne in strada”. Scendendo dalla macchina drizza le orecchie! Potresti udire il tipico verso di questi volatili che, essendo muti, comunicato tra loro battendo il becco.

Il biglietto, acquistabile presso il bar, costa 7 euro, per gli adulti e 5 per i bambini ed valido tutto il giorno, con la possibilità di uscire e rientrare.

L’impatto è stato già da subito molto positivo, non solo a causa dell’entusiasmo dovuto alle prime cicogne avvistate, ma anche per la gentilezza del personale. La signora che ci ha venduto i biglietti, ha chiesto se avevamo bisogno di un binocolo, ma noi avevamo portato il nostro.

Il centro consiste di sentieri tra piccoli laghetti e stagni, in cui, nella prima parte del percorso, nuotano tranquille diverse specie di oche e anatre, evidentemente abituate ai visitatori. Tra loro abbiamo avvistato anche un paio di cicogne.

Le cicogne di Racconigi hanno a disposizioni diverse paludi e stagni, ma non disdegnano i piccoli laghetti di inizio percorso dove godono della compagnia di anatre e oche
I laghetti di inizio percorso
Un'esemplare di oca dalla faccia bianca
Un’oca dalla faccia bianca
Il confronto tra l'apertura delle mie braccia e l'apertura alare di una cicogna...di legno!
L’apertura alare di una cicogna è di circa 2 metri, più larga sicuramente delle mie braccia aperte!

Dai cartelli sparsi lungo l’inizio del percorso si imparano cose interessanti sulla biodiversità e sugli animali presenti qui a Racconigi. Abbiamo scoperto che la cicogna è una specie “ombrello”, una specie cioè la cui protezione consente la tutela di un determinato tipo di ambiente, quello del prato umido, e di altri animali che questo ambiente lo abitano. Tra questi, le allodole, le quaglie, i chiurli, le gru, le pavoncelle e gli anfibi come la rara Rana di Lataste, una specie endemica della Pianura Padana.

Al Centro Cicogne di Racconigi di capanni di avvistamento, come quello in foto, sono numerosi e ti permettono di osservare senza essere visto.
Uno dei capanni di avvistamento
Le finestrelle dei capanni da cui è possibile osservare senza essere visti
Le finestrelle dei capanni da cui è possibile osservare senza essere visti

Proseguendo lungo il sentiero si giunge a due laghetti più grandi e a diverse postazioni di avvistamento che permettono di osservare le paludi esterne e gli animali senza essere visti. Molti degli stagni e acquitrini si trovano infatti presso i limiti esterni del Centro, nascosti dalla vegetazione, così da creare un ambiente indisturbato per gli uccelli.

Due esemplari di cavaliere d'Italia in lontananza
In lontananza due esemplari di cavaliere d’Italia

In particolare sono presenti una palude più piccola ed una di dimensioni assai maggiori, presso cui è costruito quello che, lungo il percorso, è indicato come “osservatorio”. Si tratta di un edificio a due piani creato apposta per osservare, su comode panchine, gli uccelli senza disturbarli. Qui gli appassionati di ornitologia e fotografia trascorrono ore felici!

Al Centro Cicogne di Racconigi, uno dei luoghi migliori per l'osservazione degli uccelli, è l'Osservatorio. Nella foto diversi esemplari di cicogna
La palude grande vista dall’osservatorio

Oltre alle cicogne bianche, ho avvistato cavalieri d’Italia, garzette, germani, folaghe, gallinelle d’acqua, oche, moriglioni. Sono tutti animali splendidi e, forse per mia ingenuità, non mi capacito di come alcuni abbiano il coraggio di togliere la vita (per divertimento e nemmeno più per necessità di nutrirsi), a creature simili.

Uno splendido esemplare di garzetta
Uno splendido esemplare di garzetta
Un moriglione in posa per lo scatto
Un moriglione in posa per lo scatto

Ma le specie che popolano quest’oasi sono molto più numerose. Qui, tra le altre, potrai per esempio avvistare, a seconda della stagione, il beccaccino, l’anatra mandarina, gli aironi, la spatola, il gambecchio nano, le gru, l’anatra sposa, il mestolone, la moretta tabaccata, l’anatra marmorizzata, il fistione turco, il piovanello.

Il momento migliore per osservare il maggior numero di volatili è probabilmente il tardo pomeriggio. Il centro apre alle 10.00 e chiude alle 19.00. Ti consiglio di portarti un binocolo e una macchina fotografica. Se il binocolo ti manca è possibile che presso la biglietteria te ne venga prestato uno. Ti consiglio di informarti. Questo è il sito web del centro. Puoi anche visitare il parco senza binocolo, ma godrai maggiormente dell’esperienza, se ne avrai uno a disposizione. E’ importante visitare il Centro senza urlare o parlare a voce troppo alta per non disturbare gli animali. Lo scopo è di vederli, non di farli scappare.

Racconigi si trova a circa 40 km da Torino, a 56 km da Asti, a 52 km da Cuneo. Se arrivi da Torino con la A6, le uscite sono Carmagnola o Marene. Il paese è raggiungibile in treno, ma tieni conto che dalla stazione al Centro Cicogne e Anatidi dovrai camminare per circa 4 km e mezzo.

Ti consiglio, se vai d’estate, di portare un cappello, dell’acqua, del repellente anti zanzare. Eventualmente portati il pranzo al sacco. Presso l’ingresso è presente una bella area picnic e in alternativa, un ristorante.

Il Centro Cicogne di Racconigi è adiacente al parco del Castello, la splendida dimora sabauda, presso cui, nel 1904, nacque Umberto II, l’ultimo re d’Italia.

Il Castello di Racconigi, dimora sabauda

Se vuoi abbinare la visita al Centro Cicogne con quella al Castello, gli orari di apertura di quest’ultimo li trovi qui.